Riforma disabilità 2026: certificato medico introduttivo e nuove province nella sperimentazione INPS
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Direttore: Franco Ferraro

Riforma disabilità 2026: certificato medico introduttivo e nuove province nella sperimentazione INPS

Il logo dell’INPS accanto a una lente di ingrandimento e alcuni documenti

Parte la terza fase della riforma della disabilità: debutta il certificato medico introduttivo e l’INPS diventa accertatore unico.

La riforma della disabilità entra in una nuova fase operativa. Il 23 febbraio l’INPS ha comunicato l’avvio della terza fase della sperimentazione che punta a semplificare l’iter per il riconoscimento dell’invalidità civile. Dopo una prima fase partita il 1° gennaio 2025 in alcune province pilota e un successivo ampliamento dal 30 settembre 2025, dal 1° marzo 2026 il nuovo sistema si estende ad altre 40 province.

L’obiettivo è chiaro: meno burocrazia, tempi certi e un unico soggetto accertatore. Con la riforma, infatti, l’INPS diventa accertatore unico, superando il sistema delle commissioni multiple e riducendo i passaggi amministrativi.

Inps
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Il certificato medico introduttivo: cosa cambia

La novità centrale è il certificato medico introduttivo, rilasciato da un medico certificatore e trasmesso direttamente all’INPS. Questo documento rappresenta il punto di partenza dell’intero iter per ottenere il riconoscimento dell’invalidità e le relative prestazioni economiche.

Con un solo invio si attiva tutta la procedura per accedere a indennità, accompagnamento e riconoscimento dello stato di invalidità. L’accertamento avviene attraverso la valutazione del certificato e la visita diretta dell’INPS, che analizza in un’unica sede:

  • invalidità civile, cecità e sordità,
  • bisogno di sostegno scolastico,
  • livello di sostegno necessario.

Il meccanismo consente di ridurre sensibilmente i tempi. Se il certificato viene trasmesso a marzo, ad esempio, l’eventuale indennità decorre dal 1° aprile, cioè dal primo giorno del mese successivo. Al richiedente viene chiesto di comunicare tempestivamente i dati economici, senza attendere la conclusione completa dell’iter.

Terza fase: le nuove 40 province coinvolte

Dopo le prime province interessate nella fase iniziale e l’estensione di settembre 2025, dal 1° marzo 2026 la sperimentazione si allarga ulteriormente. Tra le nuove province coinvolte figurano, tra le altre, Roma, Milano, Torino, Bologna, Venezia, Verona, Catania, Messina, Cagliari, Bergamo, Como, Pavia, Reggio Calabria, Caserta e Bolzano.

L’estensione riguarda quasi tutte le regioni italiane e rappresenta un passo decisivo verso la piena attuazione della riforma. Entro il 31 dicembre 2026 il nuovo sistema entrerà a regime su tutto il territorio nazionale, concludendo definitivamente la fase sperimentale.

Importi 2026 e limiti di reddito

Oltre alle novità procedurali, cambiano anche gli importi. Per il 2026 gli assegni vengono adeguati con un aumento dell’+1,4%, che si traduce in un incremento di circa 3-4 euro mensili.

Per ottenere l’assegno restano i limiti di reddito personale annuo:
è prevista una soglia più alta pari a 20.029,55 euro per chi ha una disabilità totale;
la soglia più bassa è fissata a 5.852,21 euro, oltre la quale si perde il diritto all’assegno mensile.

Restano escluse dai limiti reddituali l’indennità di accompagnamento e l’indennità di comunicazione, che continuano a essere erogate indipendentemente dal reddito del beneficiario.

Con l’avanzare della sperimentazione, la riforma segna un cambiamento strutturale nel sistema di accertamento della disabilità, puntando su semplificazione, uniformità nazionale e maggiore rapidità nell’accesso alle prestazioni economiche.

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ultimo aggiornamento: 3 Marzo 2026 9:03

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